I diavoli rossi – Museo storico permanente

I diavoli rossi – Museo storico permanente

Mostra Storica della Brigata Sassari nella Grande Guerra.

La mostra è stata inaugurata a Milano nel 2001 presso il Museo di Arte Contemporanea sotto il progetto di Lucia Romaniello e del Luogotenente Antonio Pinna. Grazie al successo ottenuto, la mostra è diventata ben presto un percorso itinerante con 35 tappe lungo tutta la penisola e la Sardegna, dove avrà sede fissa presso la Stazione Vecchia di Tempio Pausania, proprio da dove partì la fanteria.

La cittadina sarda è stata scelta in quanto la Brigata Sassari è stata costituita il 1° Marzo 1915 da due reggimenti, il 151° Fanteria a Sinnai (Cagliari) e il 152° Fanteria di Tempio Pausania. La città è gemellata, in nome della Brigata Sassari, con altri comuni sardi e veneti: Armungia, Asiago, Foza e Sinnai.

Costituita in Sardegna nei primi mesi del 1915, la Brigata Sassari fu, per l’intero arco dei tre anni e mezzo di guerra, l’unica formazione dell’esercito italiano reclutata su base regionale. I nemici indicavano i Sassarini con l’epiteto di “Rote Teufel” (Diavoli Rossi), per il colore delle mostrine e per la violenza dei loro assalti, soprattutto nel duello corpo a corpo con i sardi bravissimi nell’uso della baionetta e del coltello. La sua è la storia di un “popolo in divisa”, di un pezzo di Sardegna trasferito al fronte con la sua lingua, le sue usanze, i suoi valori di riferimento.

La realizzazione del Museo è stata resa possibile grazie all’intervento dei Lions Club 7^ Circoscrizione, l’esposizione è un progetto didattico di lavorazione continua rivolto soprattutto alle scuole e con l’intento di consegnare alle future generazioni l’esempio e la testimonianza dei combattenti Sardi che, in un momento particolarmente delicato della storia dell’Italia, anteposero al proprio interesse personale il bene comune e della Nazione.

ll percorso storico del museo evidenzia le località dove i Reggimenti Sardi diedero prova del loro straordinario valore: la mostra si sviluppa su tre piani di cui uno soppalcato e si compone di circa 200 foto, appartenenti per la maggior parte alla collezione del tenente Graziani e privati.

 

Il Gallo di Gallura